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ARTICOLO SULLA MUSICDOOR APPARSO SU ALTA FEDELTA' (Italia)
nel settembre 1990

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Per intenderci: Siamo nel campo del piu sofisticato, e cosloso, hi-end. Valeva dunque la pena di mettere a confronlo questi mostri sacri dell' altissima fedelta. Un modernissimo centro specializzato in Svizzera ci ha messo a disposizione sale d'ascolto e apparecchiature. Una sperimentata equipe di"Alta Fedelta"si e recata sul posto e... Lugano - La visita si e effettuata in due battute: una .d' assaggio", e una "Operativa". Ci eravamo recati in avanscoperta all'inaugurazione della Music Door di Lugano e avevamo preso nota sia della qualita degli impianti assemblati sia della quantita delle sale di ascolto (otto nel complesso). Poteva interessare ai nostri lettori un esame approfondito di questi sistemi"? Certamente! Ci siamo cosi' recati di nuovo da Music Door, questa volta per ascoltare con maggior attenzione gli impianti presenti all' interno delle varie salette che. dal punto di vista "dimensionale". rispecchiano molto da vicino le condizioni che mediamente si ritrovano in un normale appartamento. Naturalmente ci siamo serviti di software conosciuto (GRP, DMP e, per la classica. TelarcJ su CD. al fine di vaIutare con lo stesso "metro" gli impianti in rassegna. Ogni saletta ne Ospita uno soltanto, opportunamente scelto tra la migliore produzione hi-end. per la maggior parte americana. Comunque non sono mancate delle piacevoli sorprese. Ma andiano con ordine. |
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II primo impianto che abbiamo ascoltato e che vedete raffigurato nella foto di apertura appartiene alIa fascia piu' alta del mercato sia in termini di costo che di prestigio. Nella sala, di dimensioni ragguardevoli ed arredata con particolare gusto (avete visto che bel tappeto?), spiccano immediatamente i mastodontici Infinity Beta, che a nostro avviso sono anche degli stupendi oggetti di arredamento, oltre che notevoli diffusori. Ovviamente, casse acustiche di tale levatura richiedono un sistema di amplificazione e di sorgenti di livello adeguato. Cosi', a fianco di quello che e attualmente considerato uno dei migliori preamplificatori esistenti, l'SP 15 dell'Audio Research, troviamo un sistema di amplificazione (o meglio, di bi-amplificazione) costituito dal finale Golmund Mimesis 9 per la gamma alta e da una coppia di Threshold SA 10 per la gamma bassa, connessi ai diffusori mediante cavi van Den Hul. Insolita la scelta di adottare due amplificatori della medesima potenza per pilotare le due gamme; normalmente si usa differenziarla. Come sorgenti, troviamo il giradischi Thorens prestige con braccio triplanar e testina Benz Micro MC-2 e il lettore CD Madrigal con convertitore esterno Brinkmann (marchio non importato in Italia). Lasciati scaldare gli apparecchi per un periodo di tempo adeguato, iniziamo I.ascolto con ii GRP Jazz, una registrazione al di sopra di ogni sospetto. Accanto ad una ricostruzione dimensionale dell' evento decisamente ampia, rileviamo subito qualche problema in gamma bassa che sembra non ben amalgamata con la rimanente porzione dello spettro audio. Si nota come un fenomeno di ..discontinuita.., si avverte il passaggio dall' ottima gamma medio-alta dei satelliti a quella un po. ..Iunga.. (e a tratti invadente) riprodotta dai woofer. Alcuni aggiustamenti al cross-over elettronico migliorano la situazione, anche se non eliminano completamente ii problema. Probabilmente si potrebbero ottenere risultati ottimali con un piu accurato posizionamento (anche se la collocazione con la quale le abbiamo ascoltate ci sembra molto valida) e regolazione del cross-over elettronico. comunque ottimi sono i risultati in termini di ambienza, precis!one e timbrica (particolarmente in gamma medio-alta), unite ad una dinamica propria di un sistema di queste dimensioni e potenza. Abbiamo ascoltato il giradischi con un brano di musica barocca eseguita con ii clavicembalo e siamo rimasti favorevolmente impressionati dal realismo della riproduzione; i suoni sono cristallini, la definizione permette di cogliere tutte le sfumature dell' incisione: un risultato veramente notevole. Nell' ascolto di tutti i generi, risalta la corretta collocazione spaziale degli strumenti e delle voci. II locale, anche se I' apparenza inganna, e stato trattato da uno specialista in acustica ambientale; forse con I' aggiunta dei Tube traps si sarebbe potuta migliorare ulteriormente la resa delle basse frequenze tradizionalmente i diffusori di alto livello della Infinity risultano particolarmente difficili da pilotare, cosi che in America vengono denominati ..bambini cattivi... |
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Dopo un impianto di questo calibro, passiamo alIa soglia dei 200 milioni con il piu' costoso sistema Cello, curiosi di verificarne personalmente le tanto decantate ( almeno dai reviewers americani) prestazioni musicali. Collocato in un ambiente di dimensioni non trascurabili (soprattutto per quanto riguarda la lunghezza), in modo tale da poter ospitare anche un altro impianto, il quartetto Cello, costituito dall'equalizzatore (lasciatecelo chiamare cosi) Audio palette, dal preamplificato.re Audio Suite, dai mastodontici finali Performance e dai diffusori Amati, utilizzava come sorgenti il CD player Krell MD-1 con convertitore SBP-64 X (frequenza di campionamento 64 volte quella stadard), giradischi Brinkmann, bracci SME series V e 312 con testine Benz Micro MC.3 e Madrigal Carnegie TwO, DAT Luxman KD.117 e cavi Cello. Inizialmente abbiamo ascoltato I'impianto servendoci di registrazioni di musica classica su DAT e con l'Audio Palette disinserito. La prima cosa che ci ha impressionati, nel vero senso della parola, e stata l'elevatissima dinamica, il tutto unito ad una pressione sonora ..live". Raramente ricordiamo di aver ascoltato un impianto che potesse offrire di piu in questi termini, al punto tale che anche diffusori tradizionalmente adatti a riprodurre elevate pressioni sonore ed elevata dinamica, si sarebbero trovati in difficolta nel competere con le Amati tuttavia e doveroso segnalare che non sarebbe stato possibile ottenere questi risultati senza un'amplificazione d'alto livello (e potenza) come quella offerta dai Performance: questo e il prezzo (in tutti i sensi) da pagare! Questi diffusori, progettati principalmente per le sale di registrazione e quindi per impieghi professionali in genere, grazie al carattere da ..monitor" non risultano critici da posizionare in ambiente. All'ascolto, il dettaglio e quindi la definizione, soprattutto nella gamma medio-alta, sembrano risentire leggermente del tipo di trasduttori impiegati, il cui progetto, helle grandi linee, deriva da quello dell'AR 3 LST, benche siano state apportate sostanziali modifiche al fine di adeguare le prestazioni ai nuovi standard qualitativi imposti dall'era digitale. Ci serviamo di un' affermazione di Damiano Muller per dire che la gamma alta dei finali Cello, forse in alcuni casi leggermente tagliente", compensa nel migliore dei modi la personalita dei diffuffusori, dando luogo ad un buon equilibrio anche a livello timbrico. Un sistema come questo ha il grande pregio di coinvolgere I'ascoltatore al punto tale da dargli la sensazione di trovarsi nelle prime file di un auditorium; ricordiamo che la dinamica e forse il parametro che piu' concorre a creare I'illusione di una riproduzione "dal vivo".
A destra, un bel prlmo piano della restante famlgliola Cello, accompagnata da "partner" d'eccezlone. Per gli appasslonati dl musica "live" il sistema Cello puo essere la soluzlone Ideale. |
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Di fronte alIa sala che contiene il sistema Cello ne troviamo un'altra, di dimensioni praticamente identiche, che ospita un impianto di notevole livello qualitativo anche se "piu' economico" dei due visti sino ad ora, che superavano abbondantemente ii tetto dei 100 milioni.ln questo terzo locale I'impianto hi-fi e costituito da un giradischi Brinkmann con bracci SME serie IV e Breuer (un vera e proprio gioiello non importato in Italia>, un DAT portatiie della Sony mod. TCD-O10 PRO ed un lettore CO a due telai California Audio Labs Tempest MK II. L'amplificazione si basa sui pre Mark Levinson (Madrigal) N°26 e su una coppia di stupendi finali monofonici Mark Levinson 20.5 in classe A. Diffusori Mirage M 1. Nella foto si puo' anche notare la macchina per pulire i dischi VPI HM 16.5. Utilizzando il consueto software indicato nel testa di apertura del servizio, in aggiunta a qualche altro dischetto consigliatoci dal proprietario del negozio (fra I'altro importatore per la Svizzera del marchio americana DMP), iniziamo I'ascolto chiedendo come al solito a Damiano Muller una breve carta d'identita' del sistema. Ci risponde semplicemente con I'aggettivo "musicale", vocabolo un po' vago e non ben definibiie. pero' in effetti il suono riprodotto dalle Mirage appaga non poco per quanta riguarda equilibrio, dolcezza e naturalezza di emissione, cosi che incominciamo ad intuire a cosa si riferisse quell'aggettivo. La voce femminile e riprodotta con rara bellezza e ha tutte le caratteristiche per essere definita "suadente".I diffusori assommano parte dei pregi dei sistemi a pannello senza averne i difetti (quantomeno i piu' evidenti), e quindi nel complesso ci troviamo di fronte ad un appagante risultato sotto tutti i punti di vista. In definitiva, un impianto certamente capace di soddisfare le esigenze di qualunque audiofilo ed economicamente senza problemi, un impianto che si presta ad essere ascoltato per ore con tutti i generi musicali e senza ii minima accenno di affaticamento. |
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Dopo una serie di diffusori dinamici, eccoci finalmente alle prese con le elettrostatiche Logan CLS II. Tali diffusori, rispetto alIa prima serie, risultano modificati sia nelle prestazioni come nella realizzazione tecnica. lnfatti, come dichiarato dal costruttore, le CLS-II sono caratterizzate sia da una maggior efficienza che da una risposta in frequenza piU estesa; notevoli i migiioramenti anche a livello costruttivo. Tuttavia e bene ricordare che queste casse sono notoriamente conosciute per la difficoita di pilotaggio, dovuta essenziaimente al comportamento capacitivo dell' impedenza, fatto che porta ad una sensibiie riduzione del modulo della stessa soprattutto alle alte frequenze, richiedendo quindi un'ampiificazione di adeguato iivello. Unico neo, il posizionamento in una saietta di dimensioni ridotte (4,9 X 3,4 m) per garantire quella "spazialita" che e una prerogativa di questo tipo di diffusori. Come Si puo' vedere dalle foto, il locaie non risuita minimamente trattato; un tappeto e le tende posteriori assicurano comunque un tempo di riverbero adeguato per un buon ascolto. Scendendo ancora di prezzo rispetto agli impianti appena descritti, troviamo un front-end costituito da CD Player Mod Squad Prism e giradischi Empire Scientific con testina BenZ MC1, preampiiflcatore Threshold FET Nine e finaie Threshold S 200 stereo (noi ci avremmo visto bene anche una coppia.di SA/2). Notare che ie dimensioni del locale consentirebbero probabilmente l'uso di un ampiificatore anche meno potente, ma allo stesso tempo dobbiamo tener conto che gli 86 dB/W/m dichiarati dai costruttore dei diffusori ci sembrano un po. ottimistici. Un sistema come questo, molto equlibrato nella scelta dei componenti, Si presta alIa riproduzione di ben particolari generi musicaii a causa dei diffusori elettrostatici, che Si amano o si odiano, non ci sono vie di mezzo. lradizionalmente limitati agli estremi banda e caratterizzati da una modesta dinamica, i diffusori elettrostatici in generale e le CLS in particolare offrono il loro punto di forza nella trasparentissima gamma media e nella restituzione dell'.ambienza (anche se in certi casi tendono ad "ingigantire". Se ben collocati, sono quindi in grado di dare moite soddisfazioni a chi predilige ascoltare piccoli complessi, strumenti singoli, voci, jazz e comunque dove non siano richieste pressioni sonore "live". Fatta questa doverosa premessa, per il resto l'impianto soddisfa pienamente. Alzando troppo il volume dei pre, Si nota un certo affaticamento sempre dovuto alle CLS II, che un po' piccolo locale che ospitava le Martin Logan CLS II. si traduce poi in un indurimento del suono con evidenti segni di distorsione. Riabbassando il livello, si torna ad apprezzare l'ottimo dettaglio e soprattutto le eccellenti caratteristiche timbriche di questo sistema, il piu difficile da ottimizzare insieme al primo di cui abbiamo gia scritto. |
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Sempre in una saletta di piccole dimensioni come la quarta, Si trova un impianto a livelli decisamente piu' abbordabili rispetto ai precedenti, un impianto basato su un sistema di amplificazione praticamente sconosciuto in Italia (proviene dall'Olanda) , di nome Sphinx. Ma andiamo con ordine: come sorgente faceva la sua comparsa il let tore CD Harman Kardon HD 7600 con convertitore esterno Sphinx Project Three. Assente il giradischi. L 'amplificazione del segnale e affidata al pre Sphinx Project Two, che utilizza J-FET come dispositivi attivi e non usa retroazione negativa (la componentistica ha una tolleranza dell'1 %) e dalla Coppia di finali monofonici della stessa marca, modello Twelve, da 162 Watt per canale su 8 ohm. I diffusori erano gli NHT model Two, da pavimento, a tre vie con 2 woofer. A nostro avviso, essendo come gia' detto il locale piccolo e acusticamente non trattato, la gamma bassa, a tratti, tende ad essere invadente e a sovrastare la restante porzione dello spettro audio. II dettaglio e la dinamica Si attestano su notevoli livelli, ottimi in relazione al costo, ma la provenienza dei suoni ci sembra eccessivamente spostata verso il basso. Dal punto di vista timbrico, la voce appare leggermente nasale. Nel complesso, comunque, un buon risultato ottenuto con un impianto molto semplice. |
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VERAMENTE IDEALE . In Svizzera il mondo dell'hi-fi ed, in particolare, dell'hi-end gravita attrno alla citta di Lugano, soprattutto da quando si svolge la nota rassegna di prodotti d'eccezione denominata Hi end Symphony. L artetice di questa iniziativa, Damiano Müller, e tra l'altro il titolare del centro specializzato Music Door. Da pochi mesi la sede e stata trasterita in Via Cattori 10; su invito del proprietario ci siamo recati all'inaugurazione della nuova esposizione rimanendo, in tale occasione, particolarmente colpiti dal concetto innovativo che ha ispirato Damiano Müller nella realizzazione della struttura. Di conseguenza abbiamo voluto rendere partecipi di questa realta i nostri lettori. qui e l'origine dei nostri 'ascolti';. vale la pena di rivolgere qualche domanda al proprietario del negozio, Damiano Müller. Con quale criterio hai assemblato tutti questi impianti? Si tratta di gusto personale o sono combinazioni consigliate dai costruttori o dagli importatori? "Sono combinazioni dettate sia dalla mia esperienza e conoscenza del settore, che dai consigli ricevuti da tanti appassionati che vengono nel mio negozio ad ascoltare le ultime novita hi end': Secondo te, questi impianti sono ottimizzati al meglio? "Si puo sicuramente migliorare ancora qualcosa ma comunque, a mio avviso, gia' cosi mi sembrano combinati bene ': Qual e l'impianto piu critico da ottimizzare in relazione all'ambiente di ascolto? "Per quanto riguarda il posizionamento, sicuramente le Martin Logan sono i dittusori che pongono piu' problemi Invece, il piu' critico da ottimizzare in assoluto e senza dubbio il primo impianto che avete ascoltato, cioe quello con i dittusori Intinity': Voi cosa volete offrire ai vostri clienti che gli altri negozi non sono in grado di dare? E' la possibilita di avere gli impianti finiti' e quindi di ascoltare le casse acustiche immediatamente in un impianto preparato 'su misura": Avendo a che fare con apparecchi di un certo costo, lasciate la possibilita al cliente di ascoltarli nel proprio ambiente? "Si' in genere l'acquisto di un apparecchio di una certa importanza e sempre preceduto da una prova a casa dell'apparecchio stesso, ammesso che l'impianto del cliente non si possa "ricostruire" qua. " Che genere di clientela avete? 'Di tutti i generi': Quindi, da Music Door, non compera soltanto chi ha le piu alte disponibilita finanziarie, ma anche chi ha un budget piu limitato? "Certamente, ma anche per gli impianti hi end cisono persone 'normalissime; naturalmente appassionate, che sono interessate a questi prodotti e realizzano di conseguenza gli impianti un pezzo alla volta ': M.C. - M.P.
CHE COSA POSSIAMO CONCLUDERE
Da un'attenta analisi dei sette impianti risulta evidente il buon equilibrio globale con cui Damiano Muller ha abbinato fra.loro componenti cosi musicalmente raffinati. A questi livelli occorre infatti molta esperienza per poter ottenere da un'accoppiata sorgentel ampli/casse risultati ottimali. Nei pochi casi in cui abbiamo rilevato qualche leggero squilibrio, a livello timbrico o dinamico cio' era essenzialmente dovuto alIa criticita degli apparecchi stessi. Un esempio? II sistema Infinity, per poter fornire risultati all'altezza delle aspettative, richiede un'accurata messa a punto, sia in termini di posizionamento, di regolazione del Crossover che nella scelta degli amplificatorl di potenza piu idonei a pilotare due sezioni estremamente differenti comecaratteristiche.1 problemi si riduCOnoad essere soltanto e con omlci quando si ha a che fare con impianti Come il Cello, che per certi versi. puo essere considerato "preconfezionato" in quanto Si Compra a "scatola chiusa" perche non richiede particolari attenzioni nel posizionamento e, dal punto di vista dell'equilibrio. e gia stato studiato per offrire le massime prestazioni, Per il resto niente di particolare da segnalare; ad essere pignoli I'amplificazione Mark Levinson nel terzo impianto ci sembra forse persino eccessiva per le Mirage M-1 (rapporto 4:1 nei prezzi). oppure ii braccio Audioquest non e proprio all'altezza di giradischi e testina nel sesto. Comunque al di la di queste osservazioni. appare evidente un fatto: anche Senza dover spendere cifre esorbitanti. a volte si riescono ad ottenere ugualmente ottimi risultati. come nel caso del settimo impianto ascoltato. A nostro modesto parere. proprio quest'ultimo e stato quello che ci ha piu convinto. anche perche a livelli di prezzo superiori ai 100 milioni di Iire ci si aspetta il massimo e non si e piu disposti a perdonare anche la minima defaillance. Marco Ciammola e Mauro Piatti |